COLONNELLO ANTONIO GIOPPI COMANDANTE DEL 69 GRUPPO ALPINI

Nato a Sermide (Mantova) il 7 luglio 1863. Morto in ospedale a Schio il 14 ottobre 1916 in seguito a ferite riportate in combattimento. La sua salma riposa nell'Ossario del Pasubio, presso la cripta dei decorati.

Antonio Gioppi, figlio del Conte Gioppi e Maria Antonietta Cofler, era il quartogenito dei dodici figlioli. Fatto adulto scelse la carriera militare come la più aderente all' aspirazione della famiglia e dell' ideale in cui era stato educato e cresciuto. Quando l'Italia entrò in guerra fu tra i primi a chiedere e a ottenere di essere mandato al fronte e la vecchia madre lo vide partire con commosso orgoglio. Colonnello al 7° Regg. Alpini partì per il Cadore (Tre Cime di Lavaredo) poi col 70° Fanteria per Oslavia ove si meritò una medaglia d'argento. Richiamato tra i suoi alpini fu inviato sul fronte trentino. Quale comandante di una frazione del Gruppo E (divenuto poi il 6° Gruppo Alpino) stava organizzandosi a Marostica quando fu dato l'allarme: il nemico aveva rotto le resistenze e scendeva per le valli. Con i suoi alpini risalì con precipitosa prontezza per Val d'Astico, Posina, Passo della Borcola, Monte Maggio sostenendo per due giorni l'urto nemico finché prendendo forte posizione tra Forni Alti a Malga Campiglia, riusciva ad assicurare il fianco destro delle truppe del Pasubio sostenendo ripetuti furiosi assalti nemici in condizioni disagevoli e difficili: la zona era nuda, coperta di neve ancor alta (giugno-luglio 1916), senza trincee, senza caverne, senza appostamenti per l'artiglieria. Privi di tende e di rifornimenti bevevano la neve disciolta e vivevano di animali selvatici. Pure in queste condizioni gli alpini fecero «spalto ed acciaio della loro fragile umanità». Per l'opera compiuta in quelle operazioni fu insignito dell'Ordine Militare di Savoia. Nella commozione di quel giorno egli, grande anche nella sua modestia, scriveva alla moglie: «24-IX-1916: Ieri fu giornata di forti emozioni. S.E. ha parlato ai miei alpini in modo commovente ma ha detto troppo bene di me di fronte a tante migliaia di uomini che tutti avevano combattuto e sofferto anche più di me: io avrei voluto nascondermi ... Sono lieto per la mia Mamma che ne sarà orgogliosa. Attendo dalle tue mani come un cavaliere antico, i nastrini delle decorazioni. . .». Continuando nella controffensiva il suo Gruppo si distinse nella occupazione dell' alta Val Posina, di Monte Trappola e di Monte Spil e nel tentativo di conquista del Monte Corno, ed infine all' occupazione di M. Majo. In ottobre per liberare la Vallarsa dalla soggezione nella quale la teneva l'occupazione austriaca dell'Alpe di Cosmagnon fu iniziata una serie di operazioni che finirono con la conquista del Cosmagnon e del Dente Inferiore. A queste operazioni presero parte tutti i battaglioni del Gruppo E: il Dente fu preso e perduto e ripreso per ben nove volte! Durante l'ultima azione il fuoco nemico fece esplodere le munizioni accatastate all'imbocco d'una galleria: il conte Gioppi al suo posto di comando veniva travolto dalle pietre. Fu estratto morente mentre accanto a lui giacevano già morti due altri ufficiali del battaglione Exilles. Dilaniato da orribili ferite spirava il giorno dopo: il 14 ottobre 1916.

  • Medaglia d'oro al Valor Militare

    La motivazione della medaglia d'oro decretata alla memoria del conte Gioppi, ci dice - meglio di ogni commento - del Suo altissimo valore di soldato:

    " Comandante di un gruppo alpini, impresse alle sue truppe tale slancio, e col suo grande ascendente morale, trasfuse in esse tale ardimento, che, nonostante le gravi difficoltà, trionfava della fiera resistenza di un nemico in forze e risoluto, conquistando importanti posizioni ed affermandovici. Sprezzante di ogni pericolo, seguendo da presso le colonne moventi ai sanguinosi attacchi, pronto ad intervenire di persona quando le circostanze lo richiedessero, il 13 ottobre, al suo posto di comando, battuto da micidiale fuoco avversario, cadeva rnortalmente colpito da una granata nemica."

    Monte Pasubio, 9-13 ottobre 1916
  • Medaglia d'Argento

    " Conduceva con intelligenza e con mirabile costanza per tre giorni consecutivi in numerosi assalti il proprio reggimento contro forti posizioni nemiche, dando mirabile esempio di valore personale"

    Oslavia, 10-13 novembre 1915
  • Ordine Militare di Savoia

    " Nell' attacco dell' alta Val Posina preparò l'azione con tale discernimento e la condusse con tanta energia da riuscire a ricacciare successivamente e continuamente l'avversario da tutte le posizioni di fondovalle. Successivamente nell' attacco di viva forza sul versante sinistro di detta valle lanciava le sue truppe con tale impeto da riuscire ad occupare posizioni nemiche solidissime cacciandone i difensori fortemente rafforzàtivi e le manteneva poi contro gli attacchi reiterati e violenti del nemico validamente appoggiati dal fuoco di artiglieria. Dimostrò sempre perizia e coraggio"

    28 giugno, 11-12-20-25 luglio 1916
Antonio Gioppi
Medaglia D'oro

Contatti

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